PSICOTERAPIA ADULTI​​

 
Simone Spadarotto psicologo psicoterapeu

Nella vita capita di sperimentare momenti di difficoltà o di affrontare problematiche che provocano disagio e sofferenza. Ognuno di noi cerca di farvi fronte attingendo alle proprie risorse interne ma non sempre ciò è sufficiente: in questi casi è necessario chiedere aiuto a un professionista. Con il suo sostegno è possibile analizzare il problema, capire come è nato e come si mantiene nel tempo, definire degli obiettivi e progettare un intervento terapeutico di risoluzione dei sintomi e di acquisizione di risorse e competenze finalizzate al benessere personale. Un percorso di psicoterapia ha sempre lo scopo di rendere l’individuo indipendente e capace di affrontare in autonomia i problemi della vita. 

Quando chiedere aiuto?

  • Quando il nostro malessere interferisce con le attività di tutti i giorni (es. lavoro, casa, famiglia, relazioni)

  • Quando da soli non riusciamo a risolvere la situazione, nemmeno dopo aver chiesto aiuto ad amici e famigliari

  • Quando siamo molto preoccupati, stressati, ansiosi, arrabbiati o tristi

  • Quando vengono messi in atto comportamenti che non riusciamo a spiegare o controllare

  • Quando iniziamo a evitare situazioni o luoghi che ci provocano disagio e ansia

  • Quando la tensione e lo stress si riversano sul cibo o incidono sulla qualità del sonno

  • In situazioni di difficoltà come separazione, divorzio, lutto, ecc.

  • Quando ci sentiamo bloccati, non sicuri di noi stessi, con poca autostima

  • Quando vogliamo aumentare il benessere o mantenerlo

  • Quando vogliamo ampliare il nostro bagaglio di competenze personali

Quali sono i benefici?

  • Gestione, riduzione e/o risoluzione dei sintomi che creano sofferenza e disagio psicologico (es. ansia, paura, tristezza, sofferenza, angoscia, ecc.)

  • Miglioramento della comprensione, comunicazione e gestione delle emozioni

  • Ristrutturazione dei pensieri disfunzionali che causano disagio (es. «non sono all’altezza», «non ce la farò mai», ecc.)

  • Riduzione e/o eliminazione dei comportamenti di evitamento (es. «non prendo l’aereo», «non faccio prelievi del sangue», «non parlo in pubblico», ecc.)

  • Maggiore consapevolezza di sé stessi, dei propri limiti e delle proprie potenzialità

  • Aumento della percezione del benessere a livello fisico e psicologico

  • Aumento dell’autostima, della sicurezza in sé stessi e dell’assertività

  • Miglioramento delle relazioni con il partner, con i figli, con i parenti, con gli amici e/o con le persone in generale

  • Lavorare su sé stessi favorisce la prevenzione , diminuisce la possibilità di incorrere in problematiche psicologiche in futuro, aumenta la nostra capacità di affrontare e risolvere i problemi e gestire le situazioni stressanti

Cosa succede in seduta?

  • Valutazione psicologica (Assesment): durante le prime sedute vengono raccolte le informazioni (colloquio e questionari) e viene definito, nello specifico, il problema.

  • Restituzione: i dati emersi attraverso il colloquio e i questionari vengono condivisi e spiegati alla persona.

  • Definizione obiettivi e proposta di intervento: in questa fase vengono decisi, di comune accordo, alcuni obiettivi pratici e il tipo di intervento ottimale per affrontare in modo efficace la problematica proposta.

  • Psico-educazione: viene spiegato alla persona come è nato il disturbo, come è strutturato e come si mantiene nel tempo. Questa fase è importante per capire i meccanismi di mantenimento delle problematiche. 

  • Intervento cognitivo comportamentale: psicoterapia coadiuvata da tecniche e strategie per modificare i pensieri disfunzionali, gestire le emozioni pervasive ed eliminare i comportamenti problematici. Tra una seduta e l’altra vengono affidati alcuni compiti (“homeworks”) funzionali ad aumentare le competenze e il senso di autoefficacia e a rendere più costante ed efficiente la terapia

  • Valutazione obiettivi: vengono valutati sistematicamente il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati

  • Potenziamento delle risorse: oltre alla risoluzione dei sintomi viene posta l’attenzione sullo sviluppo delle risorse della persona in modo da prevenire le eventuali ricadute del paziente.

  • Fine terapia e follow-up: terminata la terapia seguiranno alcuni incontri (follow-up) per valutare l’andamento a distanza di tempo (es. 3, 6, 12 mesi dalla fine della terapia)

PSICOTERAPIA ADOLESCENTI

 
Simone Spadarotto psicologo psicoterapeu

L'adolescenza è una fase caratterizzata da complessi cambiamenti fisici e psicologici che possono comportare problematiche esistenziali. Si aggiungono poi difficoltà legate a eventi di vita (lutti, traumi, divorzi, ecc.). Consultare un professionista può essere utile perché non sempre si è in grado di distinguere ciò che rientra in una normale fase di sviluppo da ciò che può essere potenzialmente critico. Il protocollo di intervento più efficace è la presa in carico del minore associata a un percorso parallelo di sostegno ai genitori (Parent training) e da un lavoro in sinergia con la scuola e con eventuali servizi del territorio (Neuropsichiatria Infantile e/o Servizi Sociali). 

Quando chiedere aiuto?

L’esperienza ci insegna che difficilmente ci sarà una richiesta di aiuto specifica da parte dei figli. Spesso, quindi, bisogna cogliere e saper leggere alcuni segnali di disagio. Quando chiamare?

  • Aggressività verso i familiari, adulti, coetanei, se stessi, ecc.

  • Apatia, chiusura e ritiro sociale

  • Difficoltà scolastiche

  • Problematiche relative al sonno

  • Rifiuto del cibo e/o alimentazione incontrollata

  • Frequenti mal di pancia e/o mal di testa (non di natura medica)

  • Paura del giudizio degli adulti o dei rimproveri

  • Paura di stare lontano dai genitori

  • Bassa autostima

  • Difficoltà a mantenere la concentrazione e iperattività 

  • Comportamenti compulsivi (es. lavaggi continui, controlli ripetuti, ecc.)

Quali sono i benefici?

  • Gestione, riduzione e/o risoluzione dei sintomi che creano sofferenza e disagio psicologico (es. ansia, paura, tristezza, sofferenza, angoscia, ecc.)

  • Miglioramento della comprensione, comunicazione e gestione delle emozioni

  • Ristrutturazione dei pensieri disfunzionali che causano disagio (es. «non sono all’altezza», «non ce la farò mai», ecc.)

  • Riduzione e/o eliminazione dei comportamenti di evitamento (es. «non vado a scuola», «non esco con i compagni», ecc.)

  • Maggiore consapevolezza di sé stessi, dei propri limiti e delle proprie potenzialità

  • Aumento della percezione del benessere a livello fisico e psicologico

  • Aumento dell’autostima, della sicurezza in sé stessi e dell’assertività 

  • Miglioramento delle relazioni con insegnanti e con i pari

  • Miglioramento della relazione e della comunicazione tra genitori e figli

Cosa succede in seduta?

  • Valutazione psicologica (Assesment): durante le prime sedute vengono raccolte le informazioni (colloquio e questionari) e viene definito, nello specifico, il problema.

  • Restituzione: i dati emersi attraverso il colloquio e i questionari vengono condivisi e spiegati ai genitori e al minore.

  • Definizione obiettivi e proposta di intervento: in questa fase vengono decisi, di comune accordo, alcuni obiettivi pratici e il tipo di intervento ottimale per affrontare in modo efficace la problematica proposta.

  • Psico-educazione: viene spiegato ai genitori e al minore come è nato il disturbo, come è strutturato e come si mantiene nel tempo. Questa fase è importante per capire i meccanismi di mantenimento delle problematiche. 

  • Intervento cognitivo comportamentale: psicoterapia coadiuvata da tecniche e strategie per modificare i pensieri disfunzionali, gestire le emozioni pervasive ed eliminare i comportamenti problematici. Tra una seduta e l’altra vengono affidati alcuni compiti (“homeworks”) funzionali ad aumentare le competenze e il senso di autoefficacia e a rendere più costante ed efficiente la terapia

  • Parent training: intervento psicologico rivolto ai genitori per affrontare in modo efficace i problemi educativi e per migliorare lo stile relazionale e comunicativo tra genitori e figli.

  • Intervento di rete: aggiornamento e collaborazione con la scuola (insegnanti) e con eventuali servizi del territorio (Neuropsichiatria Infantile e/o Servizi Sociali).

  • Valutazione obiettivi: vengono valutati sistematicamente il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati

  • Potenziamento delle risorse: oltre alla risoluzione dei sintomi viene posta l’attenzione sullo sviluppo delle risorse del minore in modo da prevenire le eventuali ricadute del paziente.

  • Fine terapia e follow-up: terminata la terapia seguiranno alcuni incontri (follow-up) per valutare l’andamento a distanza di tempo (es. 3, 6, 12 mesi dalla fine della terapia)